Il tratto autistico è correlato a minore empatia nella popolazione generale, ma è davvero una cosa negativa?




I ricercatori dell’Università di Bath e del King’s College London hanno dimostrato che le persone con tratti autistici mostrano meno empatia e hanno una minore comprensione delle emozioni delle altre persone.

Sebbene l’autismo potrebbe essere associato a difficoltà relazionali, ci sono stati pareri discordanti negli ultimi anni rispetto al fatto che le persone con autismo possano o meno avere difficoltà nella comprensione delle emozioni, e, in caso affermativo, sulle modalità di queste difficoltà.

La ricerca si è principalmente concentrata sulla misurazione dell’empatia, ma anche sul fatto che molte persone con autismo hanno la cosiddetta alessitimia, definita anche come “cecità emotiva”. Chi soffre di alessitimia mostra difficoltà nel comprendere le emozioni (sia le proprie che quelle altrui), ma non è ancora chiaro se le persone autistiche non alessitimiche abbiano le stesse difficoltà di chi invece è alessitimico.

In un nuovo studio, pubblicato in un numero speciale sull’empatia della rivista Journal of Autism and Developmental Disorders, i dottori Punit Shah, Lucy Livingston e colleghi hanno evidenziato i limiti delle ricerche precedenti. Mediante due survey, raccogliendo un campione di 650 adulti sani, hanno misurato il collegamento tra le tendenze autistiche, alessitimia ed empatia.

Hanno scoperto un collegamento tra l’avere dei tratti autistici e bassa empatia, anche se si prendeva in considerazione l’alessitimia nelle analisi. Mediante delle analisi statistiche è stato possibile dimostrare che il tratto autistico era maggiormente predittivo dell’avere bassa empatia rispetto all’alessitimia. I risultati non dipendevano né dall’età dei partecipanti né dal loro sesso di appartenenza.

Il primo autore dello studio ed esperto negli aspetti sociali dell’autismo, il Dr. Punit Shah del Dipartimento di Psicologia di Bath spiega: “Questi risultati forniscono una prova solida del fatto che l’autismo sia collegato a bassa empatia nella popolazione generale. Sebbene molti abbiano associato l’autismo a scarse abilità sociali, prima di questo studio l’associazione con l’empatia era meno chiara. Usando un ampio campione di partecipanti e usando delle tecniche statistiche avanzate speriamo che i risultati dello studio possano mettere un punto al dibattito che dura da molto tempo e che potranno fornire un contributo importante per le attività di sostegno all’autismo."

La co-autrice dello studio, Lucy Livingston, dell’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienze del King’s College di Londra, ha aggiunto: Il collegamento tra autismo e bassa empatia non è necessariamente una cosa negativa. L’empatia è utile nelle situazioni sociali, ma può essere un’attività mentale stancante. Si pensa anche che l’empatia selettiva, cioè il comprendere alcune emozioni degli altri ma ignorandone altre, possa condurre a comportamenti negativi come l’emarginazione di alcuni gruppi dalla società. È possibile che la bassa empatia presente nelle persone con autismo possa recare dei benefici inattesi che non siamo ancora in grado di comprendere fino in fondo.”

I ricercatori sperano che questi risultati possano essere usati per migliorare la comprensione e l’accettazione delle persone con tendenze autistiche e con diagnosi di autismo. Essi si augurano che i politici, i clinici e gli educatori siano consapevoli di tali comportamenti in modo da creare degli ambienti più a misura per le persone con autismo.

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