Cosa fare (e non fare) quando i bambini hanno l'ansia
Quando un bambino soffre di ansia anche il genitore più benintenzionato può finire in un circolo negativo vizioso e, pur non volendo che il bambino soffra, può finire per esacerbare l'ansia del piccolo. Questo succede quando i genitori, anticipando le paure del bambino, cercano di proteggerlo dalle paure stesse. Ecco dieci consigli per aiutare i bambini ad interrompere il circolo vizioso dell'ansia.
1. L'obiettivo non è eliminare l'ansia, ma aiutare il bambino a gestirla.
Nessuno vuole vedere un bambino infelice, ma il modo migliore per aiutare i bambini a superare l'ansia non è cercare di cancellare gli elementi stressanti che la scatenano. Il modo migliore è aiutarli a tollerare l'ansia e ad agire al meglio che possono, anche quando sono ansiosi. Questo modo di comportarsi avrà come effetto una riduzione dell'ansia nel corso del tempo.
2. Non evitare certe situazioni solo perché rendono ansioso il bambino.
Aiutare i bambini ad evitare le situazioni di cui hanno paura li potrà anche far sentire meglio a breve termine, ma ragionando a lungo termine è un comportamento che rinforza l'ansia. Immaginiamo un bambino che si trova a disagio in una particolare situazione e comincia a mostrare segni di turbamento (per esempio piangendo) - non come forma di ricatto, ma semplicemente perché è questo quello che prova - e i genitori decidono di portarlo via rapidamente da quella situazione o di portare via la cosa o la persona di cui ha paura: il bambino apprenderà quella strategia di coping, e quello schema comportamentale avrà maggiori probabilità di ripetersi.
3. Esprimi delle aspettative positive ma realistiche.
Non puoi promettere ad un bambino che i suoi timori non si realizzeranno - che supererà sicuramente un test, che si divertirà a pattinare sul ghiaccio, e che un altro bambino non riderà di lui durante uno spettacolo teatrale. Ma puoi trasmettergli sicurezza, che sarà in grado di gestirlo, e che, se fronteggia le sue paure, i livelli di ansia si abbasseranno col tempo. Ciò gli darà la fiducia in se stesso e sarà sicuro del fatto che le tue aspettative sono realistiche e che non gli chiederai di fare qualcosa che non è in grado di gestire.
4. Rispetta le sue emozioni, ma non rafforzarle.
È importante comprendere che validare non significa sempre concordare. Quindi, se un bambino è terrorizzato di andare dal dottore perchè deve fare un'iniezione, è necessario non sminuire ciò che sta provando, ma neanche ingigantirlo. Dovrai ascoltarlo ed essere empatico, aiutarlo a comprendere il motivo per cui prova ansia, e incoraggiarlo a sentirsi in grado di fronteggiare le sue paure. Il messaggio da inviare è: "So che sei spaventato, e va bene, sono qui, e ti aiuterò ad affrontarlo".
5. Non fare domande allusive.
Incoraggia il bambino a parlare delle sue emozioni, ma cerca di non fare domande allusive: "Sei ansioso per l'interrogazione? Hai paura della fiera della scienza?" Per evitare questo circolo vizioso dell'ansia, fai delle domande aperte: "Come ti senti per quanto riguarda la fiera della scienza?"
6. Non rinforzare le paure del bambino.
Ciò che non bisogna fare è comunicare, col tuo tono di voce o con il linguaggio del corpo, "Forse questa è una cosa di cui bisogna avere paura". Immaginiamo che un bambino abbia avuto una brutta esperienza con un cane. La volta successiva in cui incontrerà un cane, noi potremmo essere nervosi per paura che il bambino abbia qualche brutta reazione. Ma il nostro comportamento potrebbe inconsapevolmente rafforzare la paura del cane.
7. Incoraggia il bambino a tollerare l'ansia.
Lascia che il tuo bambino sappia che tu apprezzi l'impegno che ci vuole per tollerare l'ansia e riuscire quindi a fare ciò che vuole o ha bisogno di fare. È necessario incoraggiarlo ad impegnarsi nella vita e a lasciare che l'ansia segua la "curva di abituazione": l'ansia sale fino ad un certo punto, ma se si evita di fuggire dalla situazione stressante, col tempo il livello si abbasserà. Potrebbe non sparire completamente, potrebbe non calare velocemente come lo si desidera, ma è comunque questo il modo per affrontare le nostre paure.
8. Cerca di ridurre l'ansia anticipatoria.
Quando abbiamo paura di qualcosa, il momento peggiore è prima di farla. Quindi un'altra regola importante per i genitori è cercare di ridurre il "periodo anticipatorio", il periodo temporale tra l'annuncio o scoperta della situazione ansiogena e il momento reale in cui bisogna trovarsi in quella situazione. Se un bambino ha paura dell'appuntamento del dottore, è inutile mettersi a discutere della cosa giorni o ore prima di andare; è probabile che questo lo faccia agitare di più. Quindi cerca di accorciare quanto possibile il periodo anticipatorio.
9. Rifletti insieme al bambino.
A volte aiuta riflettere su cosa potrebbe accadere se le paure del bambino si diventassero vere: come gestirebbe la situazione? Un bambino che ha l'ansia di separarsi dai suoi genitori potrebbe preoccuparsi di cosa succederebbe se non venissero a prenderlo in palestra. Quindi si potrebbe ragionare con lui su cosa potrebbe fare. "Se tua mamma non venisse a prenderti alla fine della lezione di calcio, cosa faresti?" "Beh, potrei dire al mister che mia mamma non c'è". E cosa pensi che farebbe il mister? "Chiamerebbe mia mamma. O aspetterebbe insieme a me". Per alcuni bambini, avere un piano d'azione può ridurre l'incertezza in un modo salutare ed efficace.
10. Cerca di dare l'esempio.
Un modo per aiutare i bambini a gestire l'ansia è mostrargli come fai tu a gestire l'ansia. I bambini sono come spugne, assorbono le informazioni, e si accorgono se a telefono non farai altro che lamentarti della situazione o che non sei in grado di gestire lo stress o l'ansia. Questo non significa che devi far finta di non avere ansia o stress, ma lascia che i bambini vedano o sentano che stai gestendo la situazione in maniera calma.
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