Gli adolescenti e i social media: l'uso smodato può aumentare il rischio di disturbi mentali
Secondo un nuovo studio gli adolescenti e preadolescenti che
trascorrono più tempo sui social media hanno maggiori probabilità di avere
ansia, depressione e ritiro sociale.
I ragazzi dai 12 ai 15 anni che trascorrono più di 6 ore al giorno
su Facebook, Instagram, Twitter e altri social media avevano il triplo della
probabilità di avere problemi “internalizzanti”, secondo uno studio pubblicato su
JAMA Psychiatry e condotto alla Hopkins Bloomberg School of Public Health, a Baltimora.
Inoltre, avevano anche maggiori probabilità di avere in contemporanea disturbi internalizzanti ed esternalizzanti. I disturbi esternalizzanti includono il fare atti di bullismo, difficoltà di concentrazione e
scatti d’ira.
Per condurre lo studio sono stati analizzati dati provenienti da
un sondaggio effettuato negli Stati Uniti su un campione di 6.600 adolescenti.
Meno del 17% degli adolescenti ha affermato di non utilizzare i social media,
mentre il 32% dei ragazzi li utilizzava meno di 30 minuti al giorno; il 31% li
usava tra i 30 minuti e 3 ore al giorno; il 12% dalle 3 alle 6 ore e l’8% hanno
riferito di usare i social media per più di 6 ore al giorno.
L’aumento delle ore di utilizzo dei social media era associato al rischio di avere problemi legati all’ansia, depressione o isolamento sociale.
I ricercatori hanno affermato, sulla base delle loro analisi, che gli adolescenti
che trascorrono più di tre ore al giorno sui social media sono a rischio di
avere problemi mentali. Lo studio conferma quelli precedenti, che hanno trovato
risultati simili. Tuttavia non è ancora chiaro il perché i social media abbiano
questo impatto sul benessere mentale degli adolescenti.
Gli autori dello studio
pensano che sia dovuto al fatto che i social media possano minare l’autostima
dell’adolescente creando l’illusione che tutti siano più felici di lui/lei. “Anche
se le cose non vanno bene nella vita di tutti i giorni, puoi fingere che invece
tutto vada alla grande sui social media”, ha affermato Kira Riehm, la prima autrice dello studio. “È possibile che
gli adolescenti che trascorrono molto tempo sui social vedano gli altri
divertirsi ed essere felici, e questo può portare a pensare che i loro problemi
siano peggiori di quanto siano in realtà”.
Nel mondo scientifico ad
oggi non c’è un accordo sul tempo massimo di utilizzo dei social media prima
che essi diventino dannosi per il benessere mentale. Inoltre, alcuni ricercatori
si sono concentrati sul numero di social media frequentati, piuttosto che sulle
ore di utilizzo. Utilizzarne solo 1 o 2 può avere un effetto diverso rispetto
ad utilizzarne 10.
Come fare, allora, se si è genitori e si è preoccupati per i
possibili effetti dei social media sui loro figli? L’American Academy of
Pediatrics ha creato uno strumento chiamato “Family Media Plan”, disponibile in
lingua inglese e spagnola. Per i madrelingua italiani, un suggerimento può
essere quello di stabilire quando è possibile utilizzare il pc, il cellulare o
la televisione, e in che momenti della giornata invece è vietata, e si può
decidere insieme ai figli che attività alternative svolgere invece che stare
sui social o al pc.
[Fonte]
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